Còre

2/9/1954

Oggi mio padre compirebbe cinquantanove anni.

Io, come lo scorso anno e quelli precedenti, lo festeggio anche se stavolta silenziosamente.

Se potessi oggi gli porterei un mazzo di fiori gigante, come l’ultimo che gli ho portato: quattro gerbere rosse in mezzo a mille fiori di campo gialli, l’accostamento dei due colori è d’obbligo e me lo vedo ridere ogni volta che arrivo col mio mazzo romanista.

Invece penso che camminerò in questa città strana brutta incasinata e meravigliosa che da bambina odiavo e che adesso è anche mia dopo essere stata sua: «Papà, Roma è brutta e puzza!» «Caterina, ricordati: Romamor!». E penserò a quell’unica canzone di Baglioni che piaceva a papà perché gli faceva pensare a quella ragazza britannica con cui era riuscito a farsi una storia nonostante non spiccicasse una parola d’inglese.

Auguri, papà.

 

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2 thoughts on “2/9/1954

  1. Donatella Luscri ha detto:

    Auguri Jò, ogni anno arrivavo in ritardo, o non te li facevo, mentre tu non hai mai saltato un anno da quando ci conoscevamo, eri fantastico.
    Tantissimi auguri ovunque tu sia.
    Donatella

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