Còre, Da lontano

P.G.R.

I miracolo di Val Morel

Una serata tra amici in una bella casa dei colli asolani.
Si erano riuniti a scopo di svago invece all’improvviso si sentirono infelici. Forse a motivo dei corvi che sorvolavano le alture lontane, vociando.
Uno disse: «Accidenti, siamo venuti per stare un po’ in allegria, come mai siamo così disperati?». Un altro pensò qui ci vorrebbe Santa Rita, e cortesemente la invocò. Ella subito accorse e, misurata la situazione, esclamò: «Ma non vi vergognate di scomodarmi per queste vostre ridicole angosce letterarie?». E se ne andò indispettita. Ma la sua brevissima comparsa era in qualche modo servita. Infatti tutti si sentirono alquanto sollevati.

Il-pettirosso-gigante

Oggi è Santa Rita da Cascia. Come non pensare al pettirosso magnificato dall’amore, al Gatto Mammone e alle formiche del pensiero?

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Còre, Corpo, Matto e disperatissimo, Sud-est

Tra pensieri


“Quando Rabbi Isacco Meir era bambino, sua madre lo condusse una volta dal Magghid di Kosnitz. Qui qualcuno gli disse: «Isacco Meir ti do un fiorino se mi dici dove abita Dio». Rispose Isacco: «E io ti do due fiorini se mi sai dire dove non abita».”
Martin Buber, I racconti di Chassidim, 1949

Olga(bici di Eleonora Antonioni)

Periodo di felicità placida e rarefatta. Pedalo e leggo, leggo e pedalo. Sulla mia via capitano cose mirabilanti senza che io le chieda e senza che io possa capire come le merito: la cosa più astuta mi pare godermi le primizie e tacere.

Una di queste primizie è Tra pensieri di Guido Ceronetti. È una raccolta di frammenti, ciliegie, squarci. Ceronetti dice nell’introduzione di non leggerlo passivamente, io dico che prima di leggerlo bisogna arrendersi del tutto, magari su un prato. Sentire le braccia cadere e la testa vuota. Le fulminazioni decantano meglio, così, e magari poi le si mette in pratica.


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“Sappiamo la potenza d’urto sulla mente del verso isolato, la forza persuasiva del versetto preso a caso nei testi sacri, la dilatazione infinita delle combinazioni dell’I-Ching, la pregnanza dei ciottoli lasciati dal naufragio dei presocratici, l’indipendenza speculativa del cane semiaffogato ai margini delle Pitture Nere di Goya.
Tutto è dispersione, lacerazione, separazione, rotolare di ruote senza carro, e questo ha nome esilio, o anche mondo”.
(dall’introduzione di Guido Ceronetti)


“Ogni famiglia, quando nasce un figlio
Lo vuole intelligente;
Ma l’intelligenza mia è stata
La rovina di tutta la mia vita.
Io spero che mio figlio
Sia stupidissimo e ignorantissimo:
Coronerà una vita tranquilla
Diventando Ministro”.

Su-Chê, poeta della dinastia Sung (1036-1112 d. C.)

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