Còre, Matto e disperatissimo, Sud-est, Testaccia mia, boccaccia mia

Quella di un lungo viaggio

 

Nella mia valigia
manca sempre qualcosa.
Anche se mi inginocchio su di lei
per riuscire a chiuderla.
Scricchiola, si piega:
penso che non sono magra abbastanza.
Porto con me lo stagismo di stato,
libri su che vuol dire romanzo
e che vuol dire scrivere,
echi di polemiche su un paese
una volta fatto di illetterati
una volta culla d’arte.
Se ancora non guadagno da ciò che amo
farò l’adolescente ancora per un po’.


Ho visto persone piene
riempire spazi troppo piccoli.
Per un effetto visivo
se appiccichi qualcosa su un muro
sembrerà più grande.
Particolareggiare il vuoto.
Nuotarci dentro.
Far uscire dal naso delle piccole, coraggiose bolle.
A nobilitare l’uomo dovrebbe essere
rendere il lavoro una vocazione.

Quest’anno la mia strada è stata breve
ma così piena
da sembrare lunghissima.
Muro bianco.
Cose appiccicate.
È normale.

Mi dico che è normale e giusto così.
La valigia scricchiola.
Ci manca sempre qualcosa,
come a me.

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