Còre, Matto e disperatissimo, Nord-est, Sud-est

Uroboros

Al corso Oblique uno degli esercizi era la preparazione di una rassegna stampa a tema libero. Io ne preparai una sulla questione sessuale nella young adult fiction, piacque ai miei insegnanti e fu messa tra i contenuti del sito.
Grazie a quella rassegna stampa ho conosciuto Federico Novaro, che ho poi continuato a leggere con ammirazione. Oggi è passato quasi un anno e ho letto un bell’articolo di Matteo B. Bianchi che potrebbe riaprire la discussione sull’orientamento sessuale nella letteratura, su quanto pesi, quanto non pesi, quanto sia un’etichetta e quindi una costrizione. Matteo B. Bianchi è stato uno dei primi scrittori con cui ho parlato, quando ero adolescente, leggevo «Linus» e amavo come scriveva. Era venuto a fare un fight reading a Pordenonelegge con Valerio Millefoglie, che sempre su «Linus» aveva scritto un racconto memorabile, Nunchaku Love, che rilessi moltissime volte e che spero di ritrovare nel mio piccolo archivio friulano appena tornerò a casa. Ricordo che mi avvicinai a Matteo B. Bianchi senza neanche sapere cosa volevo dirgli, facendogli dei timidissimi, ma per me estremamente necessari, complimenti, e lui fu davvero gentile con me.
Valerio Millefoglie sarà tra gli ospiti di Pigneto spazio aperto, un festival a cui partecipa il Circolo dei lettori Fortebraccio, di cui faccio parte anch’io. Chissà se riuscirò ad andare a fargli dei timidissimi ed estremamente necessari complimenti.

Il mondo attorno a me sembra sempre di più un cerchio di elastici collegati che tirano, rilasciano e rimbalzano idee. E tutto sommato, per quanto non sia tipa da mentalismi e accezioni anticorporali, mi piace pensare che posso mangiare con gli occhi parole belle, e conoscere chi le sa scrivere, e accendere idee nuove, sempre più acuminate. Oggi penso che è per questo che ho scelto una strada sbilenca, che è difficile da spiegare a molte persone e a volte anche a me. Non mi piacciono tutti i libri. Non penso che i libri siano un bene assoluto. Non mi piacciono neanche tutte le idee. Mi piacciono le idee e i libri che mi fanno riconoscere qualcosa di universale negli altri (sono queste che permettono di rendere tutto collegabile, somiglianze di famiglia fatte di occhi che ridono), mi piacciono le idee e i libri che mi fanno scoppiare d’invidia per chi ha pensato o fatto quelle cose, mi piacciono le idee e i libri che alzano l’asticella della vita.


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